domenica 14 febbraio 2010

Se n'è andato Stringa

Quando nel primo pomeriggio arriva il messaggio dell’addetto stampa del Brescia Stefano Gelona, non ci credi. Non ci vuoi credere. Perché pensare che "Stringa" se n’è andato per sempre da bordo campo, è un’immagine che si fa fatica a focalizzare, che, come il mare d’inverno, ‘è un concetto che il pensiero non assimila’.Perché Nunzio Franchi, ‘Stringa’ per tutti, non era una parte del Brescia. Stringa "era" il Brescia.
Perchè sono passati i giocatori, i dirigenti, i presidenti. Ma lui c’è sempre stato. Quarantasette anni con la V bianca addosso, vedendo giocare da vicino i vari Bianchi, Vicini, Salvi, De Paoli, Braida, Simoni, Cagni, passando per il Becca e Spillo, da Bonometti a Tullio-gol, fino ad Hagi e Roby Baggio e alle Rondinelle di oggi, quelle che poco  più di ventiquattrore fa hanno vinto, per l’ultima volta, davanti ai suoi occhi. E allora ti ricordi di quando Aliboni, negli allenamenti all’Antistadio, diceva ai tifosi presenti di nascondere un pallone per farlo ammattire nel doverlo cercare, o quando a Campo Marte regalava spillette della Leonessa ai ragazzini che lo aiutavano a trasportare le reti colme negli spogliatoi, sacramentando che aveva dovuto andare a cercare e raccogliere palle ovunque, sempre più distanti dal rettangolo verde, arrivateci per caso e, spesso, per scherzo.
 
 

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