Dopo il pareggio-beffa di Cittadella, il Brescia riprende il suo cammino nella sfida interna contro il Crotone; una sfida sulla carta abordabilissima per le rondinelle che non devono però sottovalutare la compagine calabrese, ben allenata da Lerda.
Il Brescia opta per il classico 3-5-2 con Vass preferito a Cordova, mentre Budel debutta dal primo minuto.
La partita si sviluppa su ritmi blandi e senza grosse emozioni. Ci sono pochissime occasioni per il Brescia che va vicino al gol un paio di volte con il solito Caracciolo; a due minuti dalla fine del primo tempo il Crotone però sfiora l'immeritato vantaggio con un tiro a giro di Galardo che Arcari, con una parata miracolosa, devia in calcio d'angolo.
Si va all'intervallo dopo un primo tempo scarso e gli spettatori che cominciano ad annoiarsi.
Nel secondo tempo dopo soli due minuti Caracciolo impegna Concetti, il portiere avversario, con una punizione dai 25 metri.
La svolta della partita si ha al 14esimo quando De Martino viene espulso per un fallo di reazione su Caracciolo. Il Brescia spinge sempre di più senza mai riuscire ad impensierire l'estremo difensore avversario.
A 12 minuti dalla fine su un cross di Zambelli la palla arriva a Lopez che tira in porta; Galeoto "para" il tiro con la mano e l'arbitro decreta il calcio di rigore con espulsione per il giocatore crotonese. Si incarica della trasformazione Caracciolo che batte Concetti. Dopo soli due minuti Caracciolo, dopo un dribbing stretto, spara fuori da buona posizione prima che, su un bellissimo assist di Budel, batta per la seconda volta il portiere avversario. A due minuti dalla fine c'è tempo anche per il terzo gol dell'airone su calcio di rigore procurato da Possanzini e che causa la terza espulsione per il Crotone. Sono 16 i gol di Caracciolo in campionato, capocannooniere della serie B, sempre più leader di questo Brescia.
La partita si conclude così sul punteggio di 3 a 0 in 8 contro 11 (le tre espulsioni sono giustissime...).
Ora le rondinelle sono in piena zona play-off e, dopo 4 vittorie nelle ultime 5 partite, sono in piena corsa addirittura per i primi due posti. Adesso, dopo il turno di riposo della serie B per permettere di recuperare le partite rinviate per neve, il Brescia andrà a Torino per un bigmatch che ha sapore da dentro o fuori soprattutto per i granata. Uscire con punti dall'Olimpico di Torino sarebbe la vera prova di forza per la squadra di Iachini, che vedrebbe concrettizarsi il sogno chiamato serie A.
domenica 24 gennaio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
Zambelli giura amore eterno al Brescia
Marco Zambelli: il difensore di Gavardo si è tolto dal mercato. Lo voleva il Parma; Tommaso Ghirardi lo ha cercato con insistenza: per lui si trattava della prima scelta, del calciatore in grado di tenere alti i ritmi sulla fascia laterale. Tramite il procuratore Tiberio Cavalleri, il presidente aveva proposto al 24enne di Gavardo di trasferirsi subito in Emilia o, al massimo, al termine della stagione. Invece Marco ha rinunciato. Perché il suo traguardo è di conquistare la promozione col Brescia, e giocare in maglia biancazzurra almeno un campionato di serie A. Quanto avrebbe potuto guadagnare cambiando società, e frequentando un palcoscenico d'alto livello, non rappresentano l'obiettivo principale. Per Zambelli i valori sono altri, come il vivere in mezzo agli amici e alla serenità.
«A volte incontro qualcuno che mi dice: tu sei matto a non accettare le offerte che ti arrivano - commenta Marco-. Io sono troppo legato al Brescia per andare via. E resto concentrato sul girone di ritorno, perché a giugno vorrei festeggiare. È da troppo tempo che aspettiamo di ritornare in alto». In tal caso potrebbe dire di sì a una delle tante sirene. «Alt. Ho un contratto con Gino Corioni fino al 2013, se non ricordo male. E non nascondo che mi piacerebbe rimanere per disputare un'altra stagione. Ho sempre espresso una volontà chiara». In passato lo hanno corteggiato il West Ham (Gianluca Nani lo avrebbe portato volentieri in Inghilterra), il Torino, l'Inter. Ma Zambelli, che guarda con simpatia al Milan, una passione di famiglia, ha sempre storto la bocca. E poi, in zona, non mancano le ammiratrici cui strizzare l'occhio. Marco è sempre a disposizione di quanti gli chiedono un gesto di disponibilità. Bisogna sostenere una iniziativa benefica? Eccolo salire su una barca a Gargnano, coi bambini disabili, o portare doni ai malati dell'ospedale. Occorre spendere una parola nelle scuole per raccontare di sé, ed elogiare chi pratica lo sport in maniera pulita? Eccolo confrontarsi con gli studenti, ed ascoltarli con pazienza. C'è da compiere una camminata della pace o scandire una preghiera? Eccolo portare la croce, nella fiaccolata notturna sulla strada Gardesana, da Salò al santuario di monte Castello (Tignale). Un calciatore i cui valori sono semplici, spontanei e genuini.
Intanto sul campo, Zambelli ha trovato la giusta collocazione: esterno nel centrocampo a cinque. E, a differenza del passato, non viene più tormentato dai guai fisici. «In estate ho dovuto effettuare una preparazione differenziata, legata all'intervento chirurgico dello scorso aprile - ricorda il mediano-. Sono stato costretto a rimanere in tribuna nelle prime due giornate ma dalla terza ho sempre dato il mio contributo. Era da anni che non giocavo 20 gare consecutive. Evidentemente faccio come le galline che, invecchiando, diventano più buone».
«A volte incontro qualcuno che mi dice: tu sei matto a non accettare le offerte che ti arrivano - commenta Marco-. Io sono troppo legato al Brescia per andare via. E resto concentrato sul girone di ritorno, perché a giugno vorrei festeggiare. È da troppo tempo che aspettiamo di ritornare in alto». In tal caso potrebbe dire di sì a una delle tante sirene. «Alt. Ho un contratto con Gino Corioni fino al 2013, se non ricordo male. E non nascondo che mi piacerebbe rimanere per disputare un'altra stagione. Ho sempre espresso una volontà chiara». In passato lo hanno corteggiato il West Ham (Gianluca Nani lo avrebbe portato volentieri in Inghilterra), il Torino, l'Inter. Ma Zambelli, che guarda con simpatia al Milan, una passione di famiglia, ha sempre storto la bocca. E poi, in zona, non mancano le ammiratrici cui strizzare l'occhio. Marco è sempre a disposizione di quanti gli chiedono un gesto di disponibilità. Bisogna sostenere una iniziativa benefica? Eccolo salire su una barca a Gargnano, coi bambini disabili, o portare doni ai malati dell'ospedale. Occorre spendere una parola nelle scuole per raccontare di sé, ed elogiare chi pratica lo sport in maniera pulita? Eccolo confrontarsi con gli studenti, ed ascoltarli con pazienza. C'è da compiere una camminata della pace o scandire una preghiera? Eccolo portare la croce, nella fiaccolata notturna sulla strada Gardesana, da Salò al santuario di monte Castello (Tignale). Un calciatore i cui valori sono semplici, spontanei e genuini.
Intanto sul campo, Zambelli ha trovato la giusta collocazione: esterno nel centrocampo a cinque. E, a differenza del passato, non viene più tormentato dai guai fisici. «In estate ho dovuto effettuare una preparazione differenziata, legata all'intervento chirurgico dello scorso aprile - ricorda il mediano-. Sono stato costretto a rimanere in tribuna nelle prime due giornate ma dalla terza ho sempre dato il mio contributo. Era da anni che non giocavo 20 gare consecutive. Evidentemente faccio come le galline che, invecchiando, diventano più buone».
giovedì 21 gennaio 2010
Presentazione di Budel e Cordova
Ieri al centro sportivo San Filippo si è tenuta la presentazione alla stampa dei due nuovi acquisti: Budel e Cordova.
Budel ha dichiarato di voler far ricredere Guidolin per averlo lasciato partire, mentre Cordova ha detto che piace segnare e far segnare. Entrambi hanno espresso la chiara volontà di andare subito in serie A con il Brescia.
Inoltre Fabio Corioni ha ammesso che il mercato non è chiuso e, dalle sue parole, è trapelato che probabimente arriverà una punta per sopperire a Flachi.
Budel ha dichiarato di voler far ricredere Guidolin per averlo lasciato partire, mentre Cordova ha detto che piace segnare e far segnare. Entrambi hanno espresso la chiara volontà di andare subito in serie A con il Brescia.
Inoltre Fabio Corioni ha ammesso che il mercato non è chiuso e, dalle sue parole, è trapelato che probabimente arriverà una punta per sopperire a Flachi.
mercoledì 20 gennaio 2010
Tegola per il Brescia
Il giovane centrocampista Fabrizio Paghera, in ritiro con la nazionale under 19 a Latina, si è fratturato il braccio durante un allenamento.
Il ragazzo è stato operato immediatamente; l’operazione è riuscita perfettamente e i tempi di recupero sono di circa 40 giorni. Quindi questo infortunio si va ad aggiungere a quello di Taddei, che non si sa quando recupererà definitivamente.
Il ragazzo è stato operato immediatamente; l’operazione è riuscita perfettamente e i tempi di recupero sono di circa 40 giorni. Quindi questo infortunio si va ad aggiungere a quello di Taddei, che non si sa quando recupererà definitivamente.
martedì 19 gennaio 2010
Manzoni è molto vicino
Nel corso della trasmissione 'Parole di Calcio' in onda su Teletutto, Gigi Maifredi ha affermato che con Alessio Manzoni, terzo giocatore del trio-Parma (Budel e Cordova sono già Rondinelle) dell'affare perfezionato la scorsa settimana, l'accordo c'è: "Il giocatore - ha detto Maifredi - è ben contento di venire da noi. Semmai, bisogna convincere il suo procuratore che vorrebbe che il suo assistito abbia garanzie sicure di giocare, cosa che il Brescia non può dare con assoluta certezza ed è per questo che il suo arrivo è...in sospeso". Il ventitreenne (ad aprile) cremasco è un centrocampista con propensioni offensive:" Può fare l'esterno - puntualizza Gigi - ma anche la seconda punta. E' in possesso di una progressione notevole e salta con facilità l'avversario".
Potrebbe quindi rappresentare il tipo di giocatore che mister Iachini sta aspettando, anche per chiudere la falla Flachi. E, dall'espressione piuttosto convinta e rassicurante di Maifredi, parrebbe essere solo questione di giorni.
Potrebbe quindi rappresentare il tipo di giocatore che mister Iachini sta aspettando, anche per chiudere la falla Flachi. E, dall'espressione piuttosto convinta e rassicurante di Maifredi, parrebbe essere solo questione di giorni.
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