Marco Zambelli: il difensore di Gavardo si è tolto dal mercato. Lo voleva il Parma; Tommaso Ghirardi lo ha cercato con insistenza: per lui si trattava della prima scelta, del calciatore in grado di tenere alti i ritmi sulla fascia laterale. Tramite il procuratore Tiberio Cavalleri, il presidente aveva proposto al 24enne di Gavardo di trasferirsi subito in Emilia o, al massimo, al termine della stagione. Invece Marco ha rinunciato. Perché il suo traguardo è di conquistare la promozione col Brescia, e giocare in maglia biancazzurra almeno un campionato di serie A. Quanto avrebbe potuto guadagnare cambiando società, e frequentando un palcoscenico d'alto livello, non rappresentano l'obiettivo principale. Per Zambelli i valori sono altri, come il vivere in mezzo agli amici e alla serenità.
«A volte incontro qualcuno che mi dice: tu sei matto a non accettare le offerte che ti arrivano - commenta Marco-. Io sono troppo legato al Brescia per andare via. E resto concentrato sul girone di ritorno, perché a giugno vorrei festeggiare. È da troppo tempo che aspettiamo di ritornare in alto». In tal caso potrebbe dire di sì a una delle tante sirene. «Alt. Ho un contratto con Gino Corioni fino al 2013, se non ricordo male. E non nascondo che mi piacerebbe rimanere per disputare un'altra stagione. Ho sempre espresso una volontà chiara». In passato lo hanno corteggiato il West Ham (Gianluca Nani lo avrebbe portato volentieri in Inghilterra), il Torino, l'Inter. Ma Zambelli, che guarda con simpatia al Milan, una passione di famiglia, ha sempre storto la bocca. E poi, in zona, non mancano le ammiratrici cui strizzare l'occhio. Marco è sempre a disposizione di quanti gli chiedono un gesto di disponibilità. Bisogna sostenere una iniziativa benefica? Eccolo salire su una barca a Gargnano, coi bambini disabili, o portare doni ai malati dell'ospedale. Occorre spendere una parola nelle scuole per raccontare di sé, ed elogiare chi pratica lo sport in maniera pulita? Eccolo confrontarsi con gli studenti, ed ascoltarli con pazienza. C'è da compiere una camminata della pace o scandire una preghiera? Eccolo portare la croce, nella fiaccolata notturna sulla strada Gardesana, da Salò al santuario di monte Castello (Tignale). Un calciatore i cui valori sono semplici, spontanei e genuini.
Intanto sul campo, Zambelli ha trovato la giusta collocazione: esterno nel centrocampo a cinque. E, a differenza del passato, non viene più tormentato dai guai fisici. «In estate ho dovuto effettuare una preparazione differenziata, legata all'intervento chirurgico dello scorso aprile - ricorda il mediano-. Sono stato costretto a rimanere in tribuna nelle prime due giornate ma dalla terza ho sempre dato il mio contributo. Era da anni che non giocavo 20 gare consecutive. Evidentemente faccio come le galline che, invecchiando, diventano più buone».
venerdì 22 gennaio 2010
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