domenica 17 gennaio 2010

Cittadella-BRESCIA 1-1

 Quando sembrava che il poker di vittorie fosse ormai cosa fatta, un rigore di Ardemagni a 5' dal novantesimo vanifica il perentorio destro dal limite di Caracciolo del 46', che ci aveva illuso di poter entrare di diritto, classifica alla mano, nel gruppo play-off. Sono due rigori, quasi inesistenti, che Pierpaolli fischia contro le Rondinelle (il primo dopo nemmeno un giro di lancette...) che influiscono nettamente sull'esito finale del 'Tombolato'. Se l'intervento (se c'è, comincia ben fuori area) di Dallamano su Volpe del penalty iniziale era stato neutralizzato da un ottimo intervento di para-rigori Arcari, quello concesso con stessa manica larga per presunto fallo di Budel su Manucci è stato determinante.
Iachini a bordo campo, smoccolava tra i denti. Aveva schierato i suoi nel 3-5-2 annunciato, portando subito in panca sia Budel che Cordova e inserendo già al 31' il biondo Alessandro in luogo di Fabri Paghera (Cordova farà il suo esordio solo nei sei minuti finali, recupero compreso). Non che il giovane breciano avesse fin lì fatto peggio dei compagni di reparto, invero sottotono, ma sta di fatto che l'entrata in campo dell'ex ducale coincide anche con la scossa che consente al Brescia di alzare un po' il raggio d'azione e di arrivare al vantaggio nel primo minuto di recupero della prima frazione, grazie allo splendido destro di collo pieno dell'Airone che fulmina Villanova. Un caso? Come non deve essere un caso che, in un primo tempo tutt'altro che brillante anche se fatto di concentrazione, la grande squadra deve saper togliere il classico coniglio dal cilindro e, con uno dei prestigiatori migliori, servire il trucco vincente.
La ripresa vede i nostri controllare la gara. Pure troppo. Anche se i padroni di casa non sono mai pericolosi, se non al 75' con un diagonale di De Gasperi che si perde a fil di palo. Semmai sono i nostri che, un quarto d'ora prima, sfiorano il 2 a 0 sempre con Caracciolo che vede la girata di sinistro su assist di Possanzini  respinta a terra dall'estremo padovano, con Baiocco anticipato all'ultimo sul tap-in. Però la sensazione di aver rinunciato troppo presto a chiudere il match, rimane, E questo deve aver dato al Cittadella la forza di crederci fino alla fine. Fino infatti al contatto, ancora dubbio, tra Budel e Manucci che fa rifischiare Pierpaoli con l'indice al dischetto. E' l'84', e un minuto dopo, dagli undici metri, si presenta Ardemagni sul cui destro secco a pelo d'erba stavolta Arcari, pur intuendo, non fa il miracolo.
Ecco, quindi, che ti ritrovi a smadonnare, pensando all'occasione persa e filosofando sul fatto che se vincevi non rubavi nulla, com'anche il pari non può dirsi scandaloso. Vero è che, una volta in vantaggio, la sudditanza del più forte deve concretizzarsi insistendo quel poco in più che ci avrebbe consentito di mettere sul tavolo quel poker servito che tanto si sperava. Ma, per dirla come Caracciolo in sala stampa, "era importantissimo vincere, ma è stato importante anche non perdere". Perchè per dirla invece alla Catalano, "meglio un punto che ti consente di continuare la striscia positiva che niente". E ripiegare su un 'full', fa comunque banco. E un po' di rabbia. 

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